sabato 16 agosto 2014

Reserva Natural El Chiflon (reg. La Rioja) - ARGENTINA


la torre

Hola Amigos
con sorpresa troviamo questa piccola e poco conosciuta riserva naturale sul nostro cammino e decidiamo di esplorarla accompagnati dalla nostra preziosa guida Luis che ci racconta di come lui dopo diversi anni di lavoro lontano dalla sua terra abbia deciso di ritornare qua per crescere i suoi figli.
Decidiamo di fare la camminata piu’ lunga di circa 4 ore all’interno della riserva e lungo il tragitto scopriamo diverse erbe medicinali che ancora oggi vengono utilizzate dai locali per curarsi e la pianta che ci colpisce di piu’ si chiama “Inca yu yo” che col suo fiore secco ha la funzione di essere un buon digestivo col profumo di eucalipto.
In poche ore vediamo diverse bellezze naturali:
gli antichi  mortai naturali nella roccia utilizzati dagli aborigeni per sminuzzare le erbe ed i semi
questa strana formazione somigliante ad una serratura
il fossile di un frutto
il legno pietrificato
le curiose formazioni rocciose erose dal vento come  il “Fungo”
o questa strana formazione che a noi sembra un cavalluccio marino
Luis ci spiega che coi colleghi stanno lavorando per creare altri nuovi percorsi all’interno della Riserva e che per gestirla ha fondato una cooperativa composta solo da soci locali per poter cosi dare del lavoro a tutti… buona idea vero?
Ora ci aspetta “Los Colorados”!

venerdì 15 agosto 2014

Parque Nacional Talampaya (reg. La Rioja) - ARGENTINA



Hola Amigos
chuna de la pata negra
da questo bel parco con superficie di circa 215.000ettari e ricco di storia, di colori e di imponenti pareti  rocciose; nato come parco provinciale nel 1975 e trasformato in parco nazionale nel 1997, nel 2000 viene dichiarato patrimonio dell’UNESCO assieme al vicino PP Ischigualasto valle della luna. Questo parco in effetti e’ la prosecuzione della conca triassica della Valle della luna e tutta la  zona e’ considerata dagli scienziati la piu’ importante dell’Argentina in materia di geologia; ci sono stati anche importanti ritrovamenti palenteologici come il “Lagosuchus talampayensis” uno dei primi disonauri comparso sulla terra circa 250milioni di anni fa. Nella zona sono state riscontrate anche testimonianze di vita umana tra gli anni 120 e 1.180dc con ritrovamento di utensili utilizzati nella vita quotidiana e petroglifici scolpiti sulle rocce.
Qua il turismo non manca e si stima che annualmente arrivino circa 70.000 turisti da ogni parte del mondo; noi abbiamo trascorso alcuni giorni all’interno del parco visitandolo prevalentemente con uscite guidate a piedi un po’ calde ma molto interessanti (qua ci si muove solo con la guida).
Per primo visitiamo il coloratissimo “Canyon Arco Iris” che significa arcobaleno per i tanti colori che in effetti vediamo tutt’attorno a noi
Meravigliose tinte pastello
Lo scontro della placca di Nazca con la placca sudamericana  diede origine alla catena montuosa delle Ande circa 70 milioni di anni fa, facendo risalire in verticale il terreno che fino ad allora era in orizzontale; eccolo in questa foto con tutti i suoi colori.
Seconda visita alla “Quebrada de Don Eduardo” una gola colorata con strane formazioni rocciose.

Arenaria colorata.
Poi a piedi nel gran “Canyon de Talampaya” con le sue impressionanti pareti di roccia alte fino a 150mt

Solo l’ultimo giorno faremo l’uscita in pulmino per ammirare le formazioni di arenaria scolpite dal tempo, come “La Torre”

o la parete finale del gran “Canyon Talampaya”

Y ahora vamos mas a norte!!

martedì 12 agosto 2014

Parque Provincial Ischigualasto – Valle della luna (reg. San Luis) - ARGENTINA



Hola Amigos,
eccoci arrivati alla famosa “Valle della Luna” (chiamata cosi dopo il famoso sbarco per la somiglianza del paesaggio), il nome dice tutto da poter cosi immaginare il paesaggio che abbiamo davanti ai nostri occhi;  il parco ha un’estensione di circa 63.000 ettari e si caratterizza per due aspetti: il paesaggio ed i preziosi ritrovamenti di fossili di dinosauri.  Pensate che senza fare particolari scavi profondi sono stati rinvenuti piu’ di 800 fossili di dinosauri che in questa zona dell’Argentina sono di dimensione piu’ piccola,  in Patagonia i fossili ritrovati sono di dimensioni ben maggiori, ma sono molto piu’ antichi: si parla di circa 200milioni di anni fa.
Il nostro pianeta ha circa 4.600milioni di anni dalla sua formazione ad oggi e durante questo periodo si produssero enormi cambiamenti sulla terra, modificazioni che sono difficili da osservare ma che questo parco ci permette di fare con un viaggio nel passato che inizia 250milioni di anni fa quando qua il paesaggio era caratterizzato da una grande pianura tropicale colma di fiumi e grandi laghi.
Ora invece il paesaggio che vediamo e’ questo

Il vento soffia costantemente erodendo i grandi blocchi di arenaria dando vita a curiose formazioni spesso pero’ solo temporanee perche’ successivamente cadranno per essere subito sostituite da altre appena nate. Questa formazione e’ chiamata “il sottomarino”.

E poi c’e’ “la sfinge”.

La toyota tra i colori.

Campo di bocce naturali ritrovato solo in questa fascia di terra lunga km e km ma larga non piu’ di 100mt, particolari le 3 pietre legate – sono il risultato di un processo naturale di accumulo di sedimenti arenosi che si sono legati a particelle differenti come pezzetti di osso o resti di pianta induritisi poi con l’acqua che ha come creato una cementificazione per legare il tutto –
ora dopo milioni di anni le rocce esposte sono erose dal vento e l’acqua che risparmia i cosiddetti “relitti” ossia rocce piu’ solide trasformate in bocce.

domenica 10 agosto 2014

Parque Natural Valle Fertil (reg. San Juan) - ARGENTINA



Hola Amigos,
questo parco di circa 800.000 ettari e’ stato creato nel 1971 per conservare un esteso spazio naturale con una gran diversita’ biologica ed e’ particolare perche’ si trova in mezzo ad una zona desertica; dal nome si capisce che qua c’e’ acqua e quindi c’e’ vita. Immaginate una immensa pianura scarsa di vegetazione e poi nel nulla si eleva la catena montuosa “Sierra del Valle Fertil” con montagne,  vegetazione e corsi d’acqua che danno vita a vere e proprie piccole oasi;  le precipitazioni annuali sono circa di 350/400mm d’acqua facendo si che questo parco sia la regione piu’ umida della provincia.
C’e’ anche una piccola diga abitata da molte specie di avifauna che si possono avvistare con un po’ di pazienza e fortuna e qua per la prima volta vediamo la meravigliosa anatra dal becco azzurro, ma che purtroppo non riusciamo a fotografare.
Particolare della pianta del cactus, anche loro hanno forme bizzarre e con un po’ di fantasia si riesce perfino a vedere delle figure.
Pianta originale perche’ ha parte delle radici fuori dalla terra, qua Carmen e’ in compagnia del cane del Sig. Venturo.

La pianta originale si trova vicino alla casa di Venturo che noi siamo andati a trovare, simpatico nonnetto che vive qua da solo, da piu’ di 50 anni, in compagnia dei suoi animali, nella foto e’ davanti al recinto dove ci sono i capretti nati da poche settimane.
Questo rapace si chiama “Caracara” e ci sta accompagnando dall’inizio del viaggio.

venerdì 8 agosto 2014

Parque Nacional Sierra de las Quijadas (reg. San Luis) - ARGENTINA



Hola Amigos
da questo giovane arido parco di circa 150.000 ettari, nato nel 1991,  che sembra essere ancora poco visitato dai turisti stranieri, e’ davvero un peccato perche’ e’ particolare per il colore delle sue formazioni rocciose di arenaria rossa coi faraglioni che somigliano ad alti palazzi. In passato questa regione era abitata dagli indigeni Huarpes e quando ha iniziato a sedimentarsi era un grande lago, le formazioni attuali sono il frutto di erosione eolica degli ultimi 100 milioni di anni con mura stratificate. Clima fantastico con temperature di circa 25gradi durante il giorno in maniche corte e di circa 5/10gradi di notte con piumone. Siamo rimasti qua 4 giorni, campeggiando nella bella area di campeggio gratuita del parco in compagnia di uccellini, lepri, guanaco e pure asini, facendo ogni giorno camminate diverse alcune delle quali obbligatorie con la guida che nel nostro caso e’ stato il bravo Carlos, un libro vivente che ci ha raccontato un sacco di cose.
Finalmente riusciamo a vedere da vicino la bella “lepre della Patagonia” qua chiamata Mara di taglia decisamente piu’ grande delle nostre.

Forme e colori.

Sculture naturali

Sculture naturali

Palazzi naturali

Una vera emozione di fronte a questo paesaggio

Nel parco sono anche stati ritrovati parecchi fossili di dinosauri ed una grande impronta della famiglia dei sauropodomorfi.

I faraglioni con le sue cornici e terrazze di colore rossiccio appena ricoperti di vegetazione demarcano un immenso anfiteatro naturale.

Alla sera ad ammirare il tramonto.. solo noi.

lunedì 4 agosto 2014

La Carolina (reg. San Luis) - ARGENTINA



Ai minatori
Hola Amigos,
anche l’Argentina come l’Italia e’ suddivisa in regioni ed ora ci troviamo nella regione di San Luis (a nord ovest) esattamente nella “sierra de San Luis” piccola catena montuosa   con altitudini massime di 2.000mt; ci sono dei piccoli villaggi costruiti interamente in pietra (avrete capito che qua abbonda!) come anche gran parte delle recinzioni che assieme ai paesaggi collinari ricordano tanto la Scozia, con l’unica differenza che ora essendo periodo di secca i prati sono gialli anziche’ verdi.
Siamo rimasti affascinati da un piccolo paesino, appollaiato nella serra, di circa 300 abitanti, chiamato “La Carolina” che appena raggiunto ci ha dato subito una sensazione di pacee
la chiesetta
tranquillita’. Il paese nacque a seguito della scoperta dell’oro nel monte “Tomogasta” alla  fine del1.700 ed in pochi anni la colonia spagnola ne estrasse circa 10.000kg, nel 1.800 invece arrivano gli inglesi che con attrezzature tecnologicamente piu’ avanzate duplicarono la quantita’ di oro estratto. All’inizio del 1.900 si insediarono diverse compagnie argentine che cessarono l’estrazione nel 1955  perche’ non piu’ redditizia e cosi la miniera venne ufficialmente chiusa. I minatori lavoranti erano circa 2.000 e come ben si sa la vita in miniera era veramente dura: problemi polmonari dovuti dal respiro della polvere e l’inalazione dei fumi delle lanterne ad olio, differenza di clima dall’interno della miniera costante a 17gradi con l’esterno in inverno sotto zero e in estate
a gradazioni elevate, pericolo di frane nei tunnel; la vita media di un
minatore era di circa 35 anni e si dice che ancora oggi nelle miniere, nonostante il  migliorare delle condizioni di sicurezza dei lavoratori, la loro vita media continui ad essere  la stessa.  
Ancor oggi diversi cercatori d’oro arrivano qua per cercare oro nel ruscello, ma che fatica ragazzi: pensate che per estrarre 1grammo d’oro occorre vagliare circa 1 tonnellata di sabbia, e la lavorazione viene fatta alla vecchia maniera come avrete sicuramente visto nei film.
Una piccola parte della miniera “Buena Esperanza” oggi e’ aperta ai turisti e noi l’abbiamo visitata con la guida Ariel, abbiamo percorso i tunnel che una volta venivano usati dai minatori per l’estrazione dell’oro.
Il terreno e’ ricco di ferro, zolfo  e di manganesio che con le infiltrazione di acqua creano dei disegni naturali.
Siamo saliti sulla cima del monte Tomogasta, in compagnia della nostra piccola guida cagnolino e dalla cima gran vista sulla sierra
 

E ora vamos al Parco Nazionale Sierra de las Quijadas!