lunedì 22 settembre 2014

Incontro a Cordoba coi MASIERO (reg. Cordoba) – ARGENTINA


Incontro tra MASIERO italiani ed argentini.

Hola Amigos,
siamo ritornati nella città di Cordoba dove ci siamo incontrati con figli di emigranti italiani di cognome MASIERO (come Loris) che provengono da Arre un paese in provincia di Padova. Nel centro Argentina abbiamo incontrato una Signora, anche lei figlia di emigranti italiani, che quando ha  sentito il cognome Masiero ci ha detto essercene sia in Cordoba che in Mendoza, e’ partita cosi la nostra ricerca su internet che ha dato buoni frutti; ci siamo messi in contatto via mail con il primo nominativo della lista Gaston Masiero che ci ha ospitato oggi nella sua casa organizzando un buon asado assieme a familiari e parenti.
Nelson Masiero il cuoco dell’asado e le prelibate cibarie.
Tavolata in famiglia.
Grazie Gaston per la bella accoglienza  ed appuntamento all’anno prossimo nella cittadina di San Carlos Minas dove vivono altri Masiero.

domenica 21 settembre 2014

Alta Gracia (Cordoba) – ARGENTINA



Hola Amigos,
oggi qua primo giorno di primavera con una bella e calda giornata di sole e lasciata la bella città di Cordoba eccoci ad Alta Gracia, tappa obbligata per la visita della casa museo dove abitò Ernesto Che Guevara negli anni 30/40, la famiglia lascio’ Buenos Aires per stabilirsi qua, zona rinomata per il clima secco puro e tonificante, per curare la malattia dei bronchi dalla nascita di Ernesto che ben presto si trasformò in asma. In questa cittadina Ernesto fece amicizia con molte persone che lo accompagneranno durante la sua vita in avventure indimenticabili.
Ernestito da piccolo.
La mitica moto che affrontò il viaggio in Sud America assieme ad Alberto Granado da cui e’ tratto il film “Diario di una motocicletta”.
La bicicletta a motore a pedali usata per uno dei suoi viaggi in Sud America percorrendo piu' di 4.000km.

Le ceneri del caro amico Alberto Granado.
La sua famiglia.
Il Che.
Nel 2006 questa casa museo e’ stata visitata da Fidel Castro e Hugo Chavez.
Il 9 di ottobre 1967 alle ore 13.30 Ernesto viene ucciso dall’ufficiale Mario Teran su ordine del presidente boliviano Rene’ Barrientos, il suo corpo viene trovato 30 anni dopo in una fossa comune in Valle Grande (Bolivia); i suoi resti riposano oggi a Santa Clara a Cuba.

giovedì 18 settembre 2014

Citta’ di Cordoba (reg. Cordoba) – ARGENTINA


piazza San Martin
Tribunale

Hola Amigos,
dopo un po’ di relax alle belle terme di Fiambala’ arriviamo nella città di Cordoba, seconda solo a Buenos Aires per abitanti che qua sono più di 1.400.000; un mix di antico e moderno abitato da migliaia di studenti universitari che arrivano qua da tutto il Sud America per studiare nelle numerose Università. E scopriamo anche che qua quasi tutti sono figli di emigranti italiani in particolare della zona del Piemonte e questo ci fa proprio piacere: parecchi negozi con insegne italiane, librerie con libri in italiano e parecchi argentini con doppia nazionalità che frequentano corsi di lingua italiana.
con Anamaria
Come ben sapete per noi stazionare nelle città e’ sempre un rischio per il discorso ladri, ma qua abbiamo avuto la fortuna di incontrare la Sig.ra Anamaria (di origini piemontesi) che ci ha gentilmente offerto il suo prato (vicinissimo al centro) per lasciare la nostra Toyota al sicuro: grazie davvero Anamaria per la tua gentilezza e simpatia!
Per noi orsi di montagna le visite nelle città sono sempre abbastanza veloci, preferiamo proprio la tranquillità e la naturalezza e quindi dedichiamo solo 2 giorni a questa bella cittadina; i siti da visitare si concentrano quasi tutti nel centro storico che si gira tranquillamente a piedi  tra le vie pedonali della città.
Il Museo della memoria 
Creato per non dimenticare le atrocità fatte durante il periodo della dittatura argentina tra gli anni 1974 e gli anni 1983: scomparvero piu’ di 30.000 persone che semplicemente lottavano per i proprio ideali politici, sindacali e culturali.
Nel fabbricato dove e’ ospitato il museo c’era la divisione di Polizia chiamata “D2” creata appositamente per perseguire e reprimere queste persone ed i metodi di certo non erano gentili: camere di torture ed esecuzioni con occultamento del cadavere. Gran parte dei responsabili purtroppo ancora oggi e’ in libertà perché non e’ stato trovato quasi nulla di scritto ed i nomi non si conoscono: di fronte ai prigionieri bendati si chiamavano con soprannomi o in codice e quindi e’ difficile poter identificare per certo la persona, si conoscono solo i nomi dei comandanti perché ufficialmente implicati nella storia ma nulla di più. Ancora oggi si continua a raccogliere testimonianze per ricostruire la storia di chi e’ scomparso o chi e’ stato ucciso perché non si vuole dimenticare ma la strada da percorrere sembra essere ancora tanto lunga e tutta in salita.
Ci sono parecchie chiese con interni decorati  molto belli.
Il particolare palazzo del Governo.
Moderno ed antico.
E ora si va al Alta Gracia a vedere il museo del “Che Guevara”.

martedì 9 settembre 2014

Salita invernale di Loris e Nico al Cerro Inca Huasi 6.638mt. (reg. Catamarca) – ARGENTINA


Cerro Inca Huasi mt. 6.638

Hola Amigos,
questa bella avventura inizia a “las tres piedras” un piccolo alpeggio sperso tra le montagne a circa 3.200mt dove andiamo per trascorrere alcuni giorni a camminare … pensando di essere soli al mondo; invece di notte sentiamo delle voci e conosciamo cosi  Cristina e Nico
Cristina e Nico
al rientro da una camminata di acclimatamento (hanno piazzato la tenda all’interno dell’alpeggio quindi non visibile dall’esterno). Lei di Pamplona – Spagna -  e lui di Buenos Aires ma ora trasferitosi in Spagna per amore, sono qua alcuni giorni per acclimatarsi per la salita al vulcano Inca Huasi (casa dell’Inca) e come si dice a pelle facciamo subito amicizia. L’indomani invito a cena nella nostra casina e giorno successivo con Loris acclimatamento alla punta Baya di mt. 5.205, una salita di circa 2.000mt di dislivello. Alla sera, davanti ad un buon piatto di pasta, propongono a Loris di tentare con loro la salita al vulcano e senza pensarci troppo la risposta e’ SI! Veramente in questo viaggio l’idea di Loris era di salire l’Aconcagua (montagna più alta del Sudamerica di mt. 6.962) ma visto lo spropositato aumento del permesso di salita che da circa 300 dollari e’ passato  a 1.000 dollari (???!!!)  ha deciso di NON FARLO - ecco quindi un’occasione per salire un 6.000 in invernale poco frequentato.
Ma ecco che vi raccontiamo le nostre avventure giorno per giorno.
Mercoledì 3 settembre
Ritrovo a “Las Grutas” frontiera argentina a quota 4.000mt di altitudine, verso il bellissimo “paso San Francisco” che porta in Cile, e poi trasferimento con la Toyota  al campo base a quota 4.600mt.
Loris purtroppo si sta ammalando con mal di gola ed influenza e quindi subito medicine per risistemarlo.
Giovedì 4 settembre
Bella giornata di sole ma molto ventosa… sarà il vento che deciderà la buona riuscita della salita in vetta. Carmen, Cristina e Nico salgono con materiale e cibo fino a quota 5.200mt mentre Loris rimane a riposo.

Venerdì 5 settembre
Anche oggi molto ventoso. Loris sale con materiale fino a quota 5.500mt, Carmen rimane a campo base mentre Nico e Cristina salgono con la tenda a quota 5.200mt. Al rientro verso il campo base Loris viene scaraventato a terra da una raffica di vento: col re non si scherza proprio!
Sabato 6  settembre
Oggi tutti fermi per forte vento.
Domenica 7  settembre
Saliti tutti e 4 a quota 5.691mt dove viene allestito il campo 1 per l’attacco alla vetta, fortunatamente oggi il vento ci da tregua permettendoci cosi di piazzare la tenda egregiamente ossia legata a pietrone per far si che non voli via. Per un miglior acclimatamento l’ideale sarebbe riposarsi qua un giorno intero ma le previsioni meteo dicono che domani e’ l’ultimo giorno meno ventoso e quindi si decide di tentare la punta. 
Lunedì 8  settembre
Carmen rimane al campo 1 felice per la quota raggiunta di  5.691mt,
mentre gli altri 3 iniziano la salita verso le 5.30 che si fa subito difficile perché molto ripidi i primi 600mt; Cristina a quota 5.900mt decide di rinunciare e rientra al campo 1 mentre Loris e Nico proseguono lentamente con difficoltà. Dopo circa 7,5ore di cammino e col vento che si fa sentire alle ore 13.00 raggiungono la vetta del vulcano “Inca Huasi” a quota 6.638mt con grande felicità di entrambi;
qualche foto ricordo
e subito inizio della discesa perché  il vento e’ sempre più forte. Arrivo al campo 1 verso le 17
e subito in tenda nei sacchi a pelo, il vento sembra strappare tutto e continuerà cosi fino all’indomani al rientro al campo base.
Martedi  9  settembre
Dopo una notte in bianco, con la sensazione di essere dentro ad una lavatrice con centrifuga,  ai primi raggi del sole iniziano le complicate operazioni di smontaggio della tenda (ci vorranno ben 3 ore) accompagnati da un fortissimo vento che sembra proprio voglia strappare tutto (infatti romperà la tenda di Nico rendendola inutilizzabile). Anche la discesa,  che senza vento sarebbe una bella e panoramica passeggiata, si rivela molto dura ed e’ una continua lotta  per rimanere in piedi coi nostri pesanti zaini.

Finalmente alla sera siamo al rifugio di  “Las Grutas” a quota 4.000mt vicino al caminetto scoppiettante a mangiare polenta e salsiccia cucinata da Nico ed a brindare con una buona birra la nostra  avventura conclusasi per il meglio e alla nostra nuova e bella amicizia.

Ed ora un meritato riposo alle terme di Fiambala’.

sabato 30 agosto 2014

Chilecito e dintorni (reg. La Rioja) - ARGENTINA



Hola Amigos,
dal nord ovest argentino ricco di giacimenti minerari ma difficili da raggiungere  perche’ tra le impervie montagne andine,  siamo a Chilecito piccola cittadina dove siamo rimasti alcuni giorni per ammirare le bellezze naturali presenti nei dintorni ma soprattutto per visitare la funivia costruita agli inizi del 1900 per uso estrattivo, ora in disuso, considerata da sempre  una grande e straordinaria opera di ingegneria. Nel 1903 si iniziano i lavori della sua costruzione, da parte di una ditta tedesca che vince l’appalto, per collegare Chilecito (alt. 1.080mt) con la miniera di oro, argento e rame de la”Mejicana” (chiamata cosi perche’ i primi esploratori furono messicani) situata a quota 4.603mt di altitudine tramite una linea per il trasporto del minerale, lunga ben 35km tra le montagne della “Sierra de la Famatina”. Vista la complessita’ dell’opera prima dell’inizio dei lavori vengono fatti diversi e attenti sopralluoghi tra le montagne da parte di parecchi ingegneri tedeschi per decidere la tipologia di trasporto da utilizzare ed il tracciato preciso dove far passare la linea; non c’e’ la tecnologia di oggi e quindi anche un piccolo errore puo’ essere fatale. Quasi tutto il materiale, in ferro,  viene costruito in Germania e trasportato via nave in Argentina, ogni pezzo pesa massimo 150kg per poter essere poi trasportato in altura dai muli ed assemblato in loco.  
Alcuni dati della grande opera eseguita:
-         opera iniziata nel 1903 e terminata nel 1905, sotto lo schema del percorso;

-         la funivia funziona a vapore prodotto dalle caldaie a legna di ogni singola stazione;
-       si impiegano circa 1.600 persone provenienti da diverse parti del mondo - piccola curiosita’: gli italiani sono i piu’ ricercati perche’ considerati piu’ forti e resistenti in alta quota - in questa foto uomini trasportano il pesante cavo di acciaio;

-         per il trasporto del materiale vengono utilizzati circa 1.000 muli, mentre per il trasporto dei viveri circa 90 asini, quest'ultimi sono considerati meno resistenti in altura;

-         lunghezza della linea 35km  con 9 stazioni di cui una iniziale, sette intermedie ed una finale;
-         per il sostegno del cavo vengono posizionate 262 torri la cui altezza varia da un minimo di 1mt ad un massimo di 55mt;
-         per ovviare l’ostacolo di un picco elevato viene scavato manualmente un tunnel di 159mt;

-         impiegati mt 140.000 di cavo in acciaio e uniti tra loro col piombo;
-         utilizzati 650 vagoni per il trasporto del minerale ognuno vuoto del peso di circa 250kg;

-         per l’assemblaggio della struttura vengono utilizzate circa 10milioni di rivetti;
-         trasporto massimo giornaliero di materiale: 400 tonnellate e durata del percorso totale di sola andata circa 4h;
-         la stazione n. 7 e’ considerata la piu’ fredda e la piu’ pericolosa per i suoi precipizi: viene battezzata “il pozzo delle anime” per le numerose cadute mortali nel vuoto di uomini ed animali;
-         viene costruita la prima linea telefonica del paese.
L’estrazione del minerale la fa una societa’ inglese che lo lavora a Chilecito, lo trasporta su rotaia fino alle citta’ di Rosario e Buenos Aires ed imbarca i lingotti sulle navi per l’Inghilterra.
La miniera viene ufficialmente chiusa nel 1926 perche’ ritenuta non piu’ redditizia ed oggi gli abitanti locali stanno lottando perche’ c’e’ chi pensa di riprendere l’estrazione del minerale con l’impiego del cianuro.
Attualmente solo 3 stazioni sono visitabili in auto, le restanti sono solo accessibili a piedi e noi ne abbiamo visitate alcune a piedi ed alcune in auto;  in questa foto siamo alla stazione n. 2.

L’ultima stazione della funivia, la n. 9,  e’ visitabile anche in auto dalla cittadina di Famatina,  con una impegnativa pista di circa 50km, solo 4x4, che sale fino a circa 4.500mt (ultimo tratto di 15km percorso in circa 1,5ore con il passaggio di 47 guadi sola andata) e noi siamo andati a curiosare riuscendo cosi a vedere a piedi, con auto o con il cannocchiale, tutte e 9 le stazioni. In questa foto si vede la linea che arriva alla penultima stazione n. 8 a quota circa 4.400mt.

Loris e la Toyota, in lontananza sotto la cascata di ghiaccio, nei colori a quota circa 4.500mt, la mitica Toya con motore aspirato ha fumacchiato bianco ma se l'e' cavata proprio bene.
Montagne colorate.
E ancora colori in alta quota.

Lungo la pista salendo verso la miniera si incontrano le montagne colorate  chiamate il presepe

e piu’ avanti il coloratissimo canyon “del ocre” che abbiamo visto dall’alto da ambo i lati

poi siamo scesi dentro al canyon dove scorre il "rio amarillo" che significa fiume giallo

particolare del canyon.


martedì 19 agosto 2014

Los Colorados (reg. La Rioja) - ARGENTINA




Hola Amigos,
l’arrivo in questo minuscolo paesino e’ stato originale perche’ in primis siamo stati accolti  da cani, galli e galline, cavalli e asini che sembrano essere piu’ numerosi degli abitanti; qua vita umile senza grosse pretese e purtroppo tanta immondizia attorno che non si capisce neanche perche’ ci sia (infatti essendo cosi pochi potrebbero gestire molto bene l’aspetto ambiente).
Con una camminata di circa 4 ore assieme alla nostra guida Juan visitiamo le montagne colorate ed il ponte naturale.
Un antico forno naturale utilizzato dagli aborigeni.
Roccia arenaria multiforme.
Attensione al cactus!