sabato 30 agosto 2014

Chilecito e dintorni (reg. La Rioja) - ARGENTINA



Hola Amigos,
dal nord ovest argentino ricco di giacimenti minerari ma difficili da raggiungere  perche’ tra le impervie montagne andine,  siamo a Chilecito piccola cittadina dove siamo rimasti alcuni giorni per ammirare le bellezze naturali presenti nei dintorni ma soprattutto per visitare la funivia costruita agli inizi del 1900 per uso estrattivo, ora in disuso, considerata da sempre  una grande e straordinaria opera di ingegneria. Nel 1903 si iniziano i lavori della sua costruzione, da parte di una ditta tedesca che vince l’appalto, per collegare Chilecito (alt. 1.080mt) con la miniera di oro, argento e rame de la”Mejicana” (chiamata cosi perche’ i primi esploratori furono messicani) situata a quota 4.603mt di altitudine tramite una linea per il trasporto del minerale, lunga ben 35km tra le montagne della “Sierra de la Famatina”. Vista la complessita’ dell’opera prima dell’inizio dei lavori vengono fatti diversi e attenti sopralluoghi tra le montagne da parte di parecchi ingegneri tedeschi per decidere la tipologia di trasporto da utilizzare ed il tracciato preciso dove far passare la linea; non c’e’ la tecnologia di oggi e quindi anche un piccolo errore puo’ essere fatale. Quasi tutto il materiale, in ferro,  viene costruito in Germania e trasportato via nave in Argentina, ogni pezzo pesa massimo 150kg per poter essere poi trasportato in altura dai muli ed assemblato in loco.  
Alcuni dati della grande opera eseguita:
-         opera iniziata nel 1903 e terminata nel 1905, sotto lo schema del percorso;

-         la funivia funziona a vapore prodotto dalle caldaie a legna di ogni singola stazione;
-       si impiegano circa 1.600 persone provenienti da diverse parti del mondo - piccola curiosita’: gli italiani sono i piu’ ricercati perche’ considerati piu’ forti e resistenti in alta quota - in questa foto uomini trasportano il pesante cavo di acciaio;

-         per il trasporto del materiale vengono utilizzati circa 1.000 muli, mentre per il trasporto dei viveri circa 90 asini, quest'ultimi sono considerati meno resistenti in altura;

-         lunghezza della linea 35km  con 9 stazioni di cui una iniziale, sette intermedie ed una finale;
-         per il sostegno del cavo vengono posizionate 262 torri la cui altezza varia da un minimo di 1mt ad un massimo di 55mt;
-         per ovviare l’ostacolo di un picco elevato viene scavato manualmente un tunnel di 159mt;

-         impiegati mt 140.000 di cavo in acciaio e uniti tra loro col piombo;
-         utilizzati 650 vagoni per il trasporto del minerale ognuno vuoto del peso di circa 250kg;

-         per l’assemblaggio della struttura vengono utilizzate circa 10milioni di rivetti;
-         trasporto massimo giornaliero di materiale: 400 tonnellate e durata del percorso totale di sola andata circa 4h;
-         la stazione n. 7 e’ considerata la piu’ fredda e la piu’ pericolosa per i suoi precipizi: viene battezzata “il pozzo delle anime” per le numerose cadute mortali nel vuoto di uomini ed animali;
-         viene costruita la prima linea telefonica del paese.
L’estrazione del minerale la fa una societa’ inglese che lo lavora a Chilecito, lo trasporta su rotaia fino alle citta’ di Rosario e Buenos Aires ed imbarca i lingotti sulle navi per l’Inghilterra.
La miniera viene ufficialmente chiusa nel 1926 perche’ ritenuta non piu’ redditizia ed oggi gli abitanti locali stanno lottando perche’ c’e’ chi pensa di riprendere l’estrazione del minerale con l’impiego del cianuro.
Attualmente solo 3 stazioni sono visitabili in auto, le restanti sono solo accessibili a piedi e noi ne abbiamo visitate alcune a piedi ed alcune in auto;  in questa foto siamo alla stazione n. 2.

L’ultima stazione della funivia, la n. 9,  e’ visitabile anche in auto dalla cittadina di Famatina,  con una impegnativa pista di circa 50km, solo 4x4, che sale fino a circa 4.500mt (ultimo tratto di 15km percorso in circa 1,5ore con il passaggio di 47 guadi sola andata) e noi siamo andati a curiosare riuscendo cosi a vedere a piedi, con auto o con il cannocchiale, tutte e 9 le stazioni. In questa foto si vede la linea che arriva alla penultima stazione n. 8 a quota circa 4.400mt.

Loris e la Toyota, in lontananza sotto la cascata di ghiaccio, nei colori a quota circa 4.500mt, la mitica Toya con motore aspirato ha fumacchiato bianco ma se l'e' cavata proprio bene.
Montagne colorate.
E ancora colori in alta quota.

Lungo la pista salendo verso la miniera si incontrano le montagne colorate  chiamate il presepe

e piu’ avanti il coloratissimo canyon “del ocre” che abbiamo visto dall’alto da ambo i lati

poi siamo scesi dentro al canyon dove scorre il "rio amarillo" che significa fiume giallo

particolare del canyon.


martedì 19 agosto 2014

Los Colorados (reg. La Rioja) - ARGENTINA




Hola Amigos,
l’arrivo in questo minuscolo paesino e’ stato originale perche’ in primis siamo stati accolti  da cani, galli e galline, cavalli e asini che sembrano essere piu’ numerosi degli abitanti; qua vita umile senza grosse pretese e purtroppo tanta immondizia attorno che non si capisce neanche perche’ ci sia (infatti essendo cosi pochi potrebbero gestire molto bene l’aspetto ambiente).
Con una camminata di circa 4 ore assieme alla nostra guida Juan visitiamo le montagne colorate ed il ponte naturale.
Un antico forno naturale utilizzato dagli aborigeni.
Roccia arenaria multiforme.
Attensione al cactus!


sabato 16 agosto 2014

Reserva Natural El Chiflon (reg. La Rioja) - ARGENTINA


la torre

Hola Amigos
con sorpresa troviamo questa piccola e poco conosciuta riserva naturale sul nostro cammino e decidiamo di esplorarla accompagnati dalla nostra preziosa guida Luis che ci racconta di come lui dopo diversi anni di lavoro lontano dalla sua terra abbia deciso di ritornare qua per crescere i suoi figli.
Decidiamo di fare la camminata piu’ lunga di circa 4 ore all’interno della riserva e lungo il tragitto scopriamo diverse erbe medicinali che ancora oggi vengono utilizzate dai locali per curarsi e la pianta che ci colpisce di piu’ si chiama “Inca yu yo” che col suo fiore secco ha la funzione di essere un buon digestivo col profumo di eucalipto.
In poche ore vediamo diverse bellezze naturali:
gli antichi  mortai naturali nella roccia utilizzati dagli aborigeni per sminuzzare le erbe ed i semi
questa strana formazione somigliante ad una serratura
il fossile di un frutto
il legno pietrificato
le curiose formazioni rocciose erose dal vento come  il “Fungo”
o questa strana formazione che a noi sembra un cavalluccio marino
Luis ci spiega che coi colleghi stanno lavorando per creare altri nuovi percorsi all’interno della Riserva e che per gestirla ha fondato una cooperativa composta solo da soci locali per poter cosi dare del lavoro a tutti… buona idea vero?
Ora ci aspetta “Los Colorados”!

venerdì 15 agosto 2014

Parque Nacional Talampaya (reg. La Rioja) - ARGENTINA



Hola Amigos
chuna de la pata negra
da questo bel parco con superficie di circa 215.000ettari e ricco di storia, di colori e di imponenti pareti  rocciose; nato come parco provinciale nel 1975 e trasformato in parco nazionale nel 1997, nel 2000 viene dichiarato patrimonio dell’UNESCO assieme al vicino PP Ischigualasto valle della luna. Questo parco in effetti e’ la prosecuzione della conca triassica della Valle della luna e tutta la  zona e’ considerata dagli scienziati la piu’ importante dell’Argentina in materia di geologia; ci sono stati anche importanti ritrovamenti palenteologici come il “Lagosuchus talampayensis” uno dei primi disonauri comparso sulla terra circa 250milioni di anni fa. Nella zona sono state riscontrate anche testimonianze di vita umana tra gli anni 120 e 1.180dc con ritrovamento di utensili utilizzati nella vita quotidiana e petroglifici scolpiti sulle rocce.
Qua il turismo non manca e si stima che annualmente arrivino circa 70.000 turisti da ogni parte del mondo; noi abbiamo trascorso alcuni giorni all’interno del parco visitandolo prevalentemente con uscite guidate a piedi un po’ calde ma molto interessanti (qua ci si muove solo con la guida).
Per primo visitiamo il coloratissimo “Canyon Arco Iris” che significa arcobaleno per i tanti colori che in effetti vediamo tutt’attorno a noi
Meravigliose tinte pastello
Lo scontro della placca di Nazca con la placca sudamericana  diede origine alla catena montuosa delle Ande circa 70 milioni di anni fa, facendo risalire in verticale il terreno che fino ad allora era in orizzontale; eccolo in questa foto con tutti i suoi colori.
Seconda visita alla “Quebrada de Don Eduardo” una gola colorata con strane formazioni rocciose.

Arenaria colorata.
Poi a piedi nel gran “Canyon de Talampaya” con le sue impressionanti pareti di roccia alte fino a 150mt

Solo l’ultimo giorno faremo l’uscita in pulmino per ammirare le formazioni di arenaria scolpite dal tempo, come “La Torre”

o la parete finale del gran “Canyon Talampaya”

Y ahora vamos mas a norte!!

martedì 12 agosto 2014

Parque Provincial Ischigualasto – Valle della luna (reg. San Luis) - ARGENTINA



Hola Amigos,
eccoci arrivati alla famosa “Valle della Luna” (chiamata cosi dopo il famoso sbarco per la somiglianza del paesaggio), il nome dice tutto da poter cosi immaginare il paesaggio che abbiamo davanti ai nostri occhi;  il parco ha un’estensione di circa 63.000 ettari e si caratterizza per due aspetti: il paesaggio ed i preziosi ritrovamenti di fossili di dinosauri.  Pensate che senza fare particolari scavi profondi sono stati rinvenuti piu’ di 800 fossili di dinosauri che in questa zona dell’Argentina sono di dimensione piu’ piccola,  in Patagonia i fossili ritrovati sono di dimensioni ben maggiori, ma sono molto piu’ antichi: si parla di circa 200milioni di anni fa.
Il nostro pianeta ha circa 4.600milioni di anni dalla sua formazione ad oggi e durante questo periodo si produssero enormi cambiamenti sulla terra, modificazioni che sono difficili da osservare ma che questo parco ci permette di fare con un viaggio nel passato che inizia 250milioni di anni fa quando qua il paesaggio era caratterizzato da una grande pianura tropicale colma di fiumi e grandi laghi.
Ora invece il paesaggio che vediamo e’ questo

Il vento soffia costantemente erodendo i grandi blocchi di arenaria dando vita a curiose formazioni spesso pero’ solo temporanee perche’ successivamente cadranno per essere subito sostituite da altre appena nate. Questa formazione e’ chiamata “il sottomarino”.

E poi c’e’ “la sfinge”.

La toyota tra i colori.

Campo di bocce naturali ritrovato solo in questa fascia di terra lunga km e km ma larga non piu’ di 100mt, particolari le 3 pietre legate – sono il risultato di un processo naturale di accumulo di sedimenti arenosi che si sono legati a particelle differenti come pezzetti di osso o resti di pianta induritisi poi con l’acqua che ha come creato una cementificazione per legare il tutto –
ora dopo milioni di anni le rocce esposte sono erose dal vento e l’acqua che risparmia i cosiddetti “relitti” ossia rocce piu’ solide trasformate in bocce.

domenica 10 agosto 2014

Parque Natural Valle Fertil (reg. San Juan) - ARGENTINA



Hola Amigos,
questo parco di circa 800.000 ettari e’ stato creato nel 1971 per conservare un esteso spazio naturale con una gran diversita’ biologica ed e’ particolare perche’ si trova in mezzo ad una zona desertica; dal nome si capisce che qua c’e’ acqua e quindi c’e’ vita. Immaginate una immensa pianura scarsa di vegetazione e poi nel nulla si eleva la catena montuosa “Sierra del Valle Fertil” con montagne,  vegetazione e corsi d’acqua che danno vita a vere e proprie piccole oasi;  le precipitazioni annuali sono circa di 350/400mm d’acqua facendo si che questo parco sia la regione piu’ umida della provincia.
C’e’ anche una piccola diga abitata da molte specie di avifauna che si possono avvistare con un po’ di pazienza e fortuna e qua per la prima volta vediamo la meravigliosa anatra dal becco azzurro, ma che purtroppo non riusciamo a fotografare.
Particolare della pianta del cactus, anche loro hanno forme bizzarre e con un po’ di fantasia si riesce perfino a vedere delle figure.
Pianta originale perche’ ha parte delle radici fuori dalla terra, qua Carmen e’ in compagnia del cane del Sig. Venturo.

La pianta originale si trova vicino alla casa di Venturo che noi siamo andati a trovare, simpatico nonnetto che vive qua da solo, da piu’ di 50 anni, in compagnia dei suoi animali, nella foto e’ davanti al recinto dove ci sono i capretti nati da poche settimane.
Questo rapace si chiama “Caracara” e ci sta accompagnando dall’inizio del viaggio.