giovedì 31 luglio 2014

Canyon del Rio Atuel (reg. Mendoza) - ARGENTINA



Hola Amigos,
con sorpresa ora che siamo piu’ a nord il clima e’ cambiato in quasi estivo con temperature diurne di circa 25gradi e dopo circa 9 mesi riaccendiamo il frigo e siamo in maniche corte: grazie anche all’effetto climatico del “zonda” un vento caldo e secco (nasce nel Pacifico freddo e umido e si scarica sulle Ande) che ha la
il gufo
capacita’ di innalzare di parecchio le temperature invernali. Ma ritorniamo al nostro racconto di oggi, lasciati i vulcani ci immergiamo nei colori e nelle strane forme di questo canyon attraversato dalla pista RP173 per gran parte nel fondo per un totale di circa 42km. E’ un continuo cambiamento di colori e profili a seconda dell’angolazione di veduta e della luce del sole, decidiamo cosi di fare 2 trekking “selvaggi” per avvicinarci di piu’ alle  rocce.
Il rio Atuel ha dato vita a questa meraviglia: tra 400 e 250 milioni di anni fa il fondo venne ricoperto da accumuli di sedimenti ed i fenomeni vulcanici del  triassico e quaternario   ultimarono per delinearne la sua composizione; i colori sono diversi e vanno dal rossiccio e nero fino al giallo, lilla, viola  e verde.. da non credere!
Ci sono curiose formazioni rocciose come la testa di King Kong colorata
Scultura naturale
La Toyota tra le forme ed i colori
Paesaggio multicolore
Le nostre foto non vengono assolutamente ritoccate, quindi sono colori naturali visti dai nostri occhi e dalla nostra macchina fotografica
Che fatica salire fino a qua ma che spettacolo

Ancora paesaggio colorato
Per la produzione di energia elettrica ed il miglioramento dell’irrigazione lungo il corso del rio Atuel sono state costruite diverse dighe, che incontriamo lungo il percorso, e nell’ultima chiamata diga “Valle Grande” facciamo un bel punto tappa con vista panoramica.

martedì 29 luglio 2014

Reserva Provincial Natural La Pauynia (reg. Mendoza) - ARGENTINA



Hola Amigos,
eccoci a raccontare le nostre avventure in questa bella riserva che vanta il primato di essere una delle poche regioni al mondo (con l’isola di Lanzarote e la penisola di Kamchatka) con maggior densita’ di vulcani: ce ne sono circa 2.000 di cui piu’di 800 identificati su una superficie di circa 450.000 ettari. Geologicamente nuova, la zona ha vulcani che hanno fatto eruzione milioni di anni fa lasciando testimonianze ovunque come i km di flussi di lava nera o i campi delle bombe (massa di lava ardente gettata a piu’ di 30km di altezza che si e’ raffreddata in aria ed e’ ricaduta in terra ancora con l’interno rovente), insomma un vero e proprio paesaggio lunare pieno di colori ed abitato da una bella vegetazione.
Ci sono diverse piste che portano alla riserva, noi siamo entrati da est e fin da subito siamo rimasti affascinati dal vulcano “Payun Matru Liso” che con i suoi 3.838mt di altitudine e’ la punta piu’ alta del parco; lo vedi gia’ da lontano e la sua forma “da vero vulcano” e’ proprio seducente e man mano che ci avviciniamo si manifesta l’idea di salirlo… e cosi facciamo.

La giornata della salita al vulcano e’ proprio una giornata “piena” nel senso che siamo partiti col buio e siamo arrivati quasi col buio, trekking molto impegnativo (purtroppo qua non troviamo gli utili sentieri dei guanaco!) ma in compenso dalla cima vista a 360gradi che spazia fino in Cile.

Il colorato Cerro Morado.

Tra i colori.

La mitica Toya nel paesaggio lunare, alle spalle la testa del Cerro Morado. 

Strane forme e bei colori.
Colori.
Ed ora si va verso il colorato canyon del Rio Atuel.


domenica 27 luglio 2014

Dintorni di Malargue (reg. Mendoza) - ARGENTINA



Hola Amigos,
siamo nella regione di Mendoza sul confine col Cile nel centro ovest dell’Argentina nota per le Ande ed il vino, zona anche con  grande concentrazione di bellezze vulcaniche, eccone due che abbiamo visitato e che sono davvero particolari:
Reserva Provincial Castillos de Pincheira
Si tratta di formazioni rocciose erose dal vento e dall’acqua di diversi strati e colori nate da eruzioni vulcaniche iniziate circa 6 milioni di anni fa che si sono ripetute negli anni, il vulcano ogni volta che eruttava formava nell’aria una nuvola carica di gas, rocce spezzettate, ceneri e scorie che poi si depositavano sulla terra. In seguito la movimentazione delle falde terrestri, gli agenti climatici ed il fiume Malargue hanno dato origine a queste belle sculture naturali.
Particolare de los castillos, in cima alla prima colonna da sinistra c’e’ la “cabeza del indio” ossia testa dell’indio.

Paesaggio visto dalla cima, sullo sfondo il “Cerro Colorado” in compagnia di qualche nuvola

Vulcano Malacara
In compagnia della nostra simpatica guida Valentin, uno dei tanti argentini che ha  pianto alla finale dei Mondiali 2014 per la sconfitta dell’Argentina, abbiamo visitato l’interno del vulcano Malacara, con eruzione di caratteristica hidromagmatica (quando il magma che sale verso la superficie trova una fonte di acqua diventa un’eruzione tranquilla in una potente esplosione che libera gas, vapore e lava incandescente a distanze incredibili) e la creazione di enormi crepacci di quasi 30 metri di altezza per la fuoriuscita del materiale. Questo e’ uno dei tre vulcani al mondo nel quale si puo’ entrare a piedi fino al profondo interiore.
Forme e colori vulcanici

Arrividerci alla prossima dalla vulcanica Reserva Provincial La Payunia.

mercoledì 23 luglio 2014

Reserva Natural Provincial Caverna de las brujas (delle streghe) (reg. Mendoza) - ARGENTINA



Hola Amigos,
dopo alcuni giorni trascorsi tra i vulcani, ma di questo ne parleremo piu’ avanti, siamo stati in questa bella riserva che ha la particolarita’ di trovarsi tra le rocce calcaree; infatti con grande sorpresa abbiamo scoperto questa valle che oltre ad avere la caverna “delle streghe” ha anche fotogeniche montagne bianche, scolpite dal tempo e attorniate da colorate rocce vulcaniche, da esplorare a piedi.
Ma partiamo dalla caverna che venne creata dal mare e scoperta dai pastori nel 1920 perche’ in questa zona misteriosamente scomparivano delle pecore per diversi giorni per poi essere ritrovate senza capire dove fossero andate nel frattempo; si decisero cosi ad entrare in questo piccolo buco, con molta paura, per vedere  cosa c’era e fu cosi che inizio’ la sua esplorazione. Il suo nome invece deriva da una antica leggenda dove si racconta che nella caverna si riunivano gli stregoni uomini e donne delle diverse tribu’ indigene per passarsi le proprie magie, le donne avevano capelli ed unghie molto lunghi  ed i pochi coraggiosi curiosi che osavano avvicinarsi dall’esterno spiando dalla fessura principale intravedevano le ombre femminili ingigantite dal fuoco simili a streghe.
La visita al suo interno e’ guidata e chi entra qua per nessun motivo deve soffrire di claustrofobia perche’ in alcuni passaggi si striscia in  stretti tunnel, divieto quindi di entrata alle persone grassottelle; purtroppo la caverna e’ stata vittima di vandalismo con distruzione di  parecchie stalattiti e stalagmiti e prima che si riformino ci vorranno milioni di anni.

Grazie alla gentilezza dei guardiaparco, che ci hanno lasciato stazionare per diversi giorni nel parcheggio, abbiamo esplorato a piedi le montagne  scoprendo anche curiose formazioni rocciose.

Vedendo questa foto vi sembrera’ che le piante sono tutte uguali, invece ce ne sono di diversi tipi  e per adattarsi alle difficili condizioni climatiche del vento, del freddo e della siccita’ si sono trasformate nella loro forma, dimesione e  colore:  la vegetazione e’ bassa e massiccia e le foglie si sono trasformate spesso in spine e  sono ricoperte di cerume e capelli.  Ogni pianta ha una sua particolarita’, come ad esempio trattenere di piu’ l’acqua da utilizzarsi nei periodi di secca, catturare maggiore materiale organico, disperdere maggiormente i semi nei giorni di vento, etc..

Centinaia di milioni di anni fa qua c’era il mare, ora rimangono i fossili

Veniva a svegliarci alla mattina

Incontro ravvicinato col condor cucciolo

Paesaggio

Colori

 Vista sul Rio Grande


lunedì 14 luglio 2014

Parco Nazionale Lihue’ Calel (reg. La Pampa) - ARGENTINA



Hola Amigos,
siamo nella regione della pampa (vasta pianura) argentina nel parco nazionale “Lihue’ Calel,” che nella lingua indigena Pehuenche significa catena della vita, si tratta di una vera e propria oasi con una superficie di circa 32.000 ettari e comprende una piccola catena montuosa col suo picco piu’ alto che  raggiunge la quota di circa 590mt. In questa parte dell’Argentina ci cono 3 catene montuose che spuntano nella pianura e sono questa, la Sierra de la Ventana (ns primo trekking a novembre 2013) e la Sierra di Tandil, che si sono formate a seguito di grandi eruzioni vulcaniche milioni e milioni di anni fa.
Questa zona e’ particolare per il suo microclima e se tutt’attorno e’ arido qua l’acqua non manca sia sopra che sottosuolo, ci sono quindi un’infinita’ di piante e la fauna abbonda; in passato in molti abitarono qua (indigeni e coloni) perche’ le condizioni erano favorevoli: c’erano acqua,  fauna da cacciare, piante e fiori da alimento e medicinali, licheni per i colori, la pietra per la costruzione di utensili, riparo per la notte, terreni favorevoli al pascolo e quindi all’allevamento ed in ultimo punto strategico nel 1800 per il commercio con il Cile da Buenos Aires. Nonostante ora sia inverno i prati sono verdi e prosperi di erbe (c’e’ anche la buona rucola selvatica), peccato  pero’ perche’ mancano le bellissime margherite gialle che fioriscono solo in primavera e sembrano crescere solo qua.

Acqua = VITA
Abbiamo fatto il piccolo trekking al Cerro Alto

Era da tanto che non vedevamo piu’ i nidi sugli alberi

Ed ora si va verso i vulcani!

mercoledì 9 luglio 2014

Foto curiose mese di GIUGNO 2014

Parecchie entrate delle "estancias" hanno delle pelli di animali sulle recinzioni, abbiamo scoperto che sono animali morti per cause naturali o incidenti e i mezzadri devono scuoiarli e lasciare qua le pelle, passera' poi un camion a ritirarle. Perche' tutto questo? Per giustificare al padrone che non si sono mangiati loro l'animale; infatti periodicamente ogni estancias ha diritto a macellare un numero ben preciso di bestiame (che varia in base ai lavoranti).. niente piu'.

martedì 8 luglio 2014

Penisola di Valdes con le balene franco australi (reg. Chubut) - ARGENTINA



Hola Amigos,
lasciamo le montagne andine per riportarci sulla costa est dell’Atlantico, precisamente alla Penisola di Valdes dove da poco sono arrivate la balene franco australi dal sud per la loro riproduzione; siamo gia’ stati qua a fine novembre e l’emozione e’ stata talmente grande da farci ritornare con molto piacere per l’osservazione di questi mammiferi giganti.

Siamo prima andati alla cittadina di Puerto Madryn per rifornirci di tutto, da dove si vedono gia’ le balene, e poi ci siamo spostati verso sera alla spiaggia “la canteras”: siamo arrivati col buio, solo noi e le balene, una sensazione davvero strana e forte perche’ non potevamo vederle ma le sentivamo vicinissime, si sentiva il loro respiro, suono e il rumore dello sbattere della coda e delle pinne nell’acqua; abbiamo cenato con questo sottofondo di suoni che ci hanno accompagnato anche durante la notte.

ns postazione per avvistamento balene

Ci sono le alte e basse maree e le balene si avvicinano parecchio alla riva quando la marea e’ alta, vanno avanti ed indietro vicino alla spiaggia per insegnare ai cuccioli come muoversi in acqua, nutrirsi ed evitare gli ostacoli. Generalmente mamma e cucciolo rimangono in queste acque per circa 3 mesi giusto il tempo di istruire il piccolo e poi si parte verso il sud a cercare cibo perche’ qua non ce n’e’. Pensate la nostra fortuna di poter rimanere qua sulla spiaggia a campeggiare gratis tranquillamente nella nostra cellula  a trascorrere le giornate osservando le balene; abbiamo appeso al mobile gli orari delle maree ed in ogni momento l’occhio guarda il mare.
Ogni giorno avvistiamo molte balene quasi sempre in compagnia dei cuccioli che in questo periodo stanno nascendo, pero’ ahime’ fotografarli e’ proprio dura, perche’ ora che li vedi, ti emozioni ed esulti,  metti a fuoco e scatti… sono gia’ scomparsi nell’acqua.
Qualche curiosita’ sulle balene franco australi:
- non hanno i denti ma hanno una specie di barba composta da tante lamine  lunghe fino a 2metri ed in ogni lato della bocca ne possiedono un massimo di 220, servono per filtrare gli alimenti che principalmente consistono in plancton;

- la lunghezza maggiore misurata fino ad oggi dei cetacei e’ di una balena femmina che misurava 16mt e si stima che vivano dai 60 ai 70 anni;
- i cuccioli quando nascono misurano dai 4 ai 5mt, nelle prime settimane crescono di circa 3cm al giorno e rimangono con la mamma  per il primo anno di vita;
- le balene adulte pesano tra le 30 e le 50 tonnellate mentre i cuccioli tra una e tre tonnellate nutrendosi inizialmente esclusivamente del latte materno;
- l’alimentazione avviene avanzando nell’acqua con la bocca aperta e mentre l’acqua riesce dai lati il plancton vengono trattenuti per poi essere digeriti;
- dove vanno? tra aprile e giugno risalgono la costa alla ricerca di baie tranquille  dove riprodursi per poi ridiscendere al Circolo Polare Antartico dove c’e’ il loro cibo;
- la femmina raggiunge la sua maturita’ sessuale tra i 5 ed i 6 anni avendo un ritmo di riproduzione lento di ogni 3 anni, si suppone che la gestazione duri circa 12mesi;
- la pelle cambia costantemente e al di sotto c’e’ uno strato di grasso che varia dai 14 ai 35 cm a seconda della zona del corpo e della stagione dell’anno;
- possono raggiungere i 60km orari.


Un teschio dell'orca, grande predatore marino, che ha la particolarita' di cacciare i cuccioli di elefante marino uscendo praticamente con tutto il corpo dal mare per agguantare la preda. Le abbiamo viste a novembre ma non siamo riusciti a fotografarle, in compenso in questi giorni abbiamo conosciuto la guardia forestale Roberto Bubas che e' riuscito ad avvicinarle e tutt'ora studia questi grandi predatori.

Questa zona e’ frequentata anche dagli stessi argentini o per pic-nic o per pescare, i nostri nuovi amici conosciuti sulla spiaggia Garipe: Martin e Mariela (di origini italiane) coi bimbi e Gustavo e Marcela con Nicolas (il Messi della situazione); il bus e’ di Martin e Mariela col quale viaggiano attraverso il Sudamerica durante il loro periodo di vacanza.


La playa "Colombo" con la bassa marea

La playa "la Pardelas" con la bassa marea
Dopo tutte queste belle foto eccone una meno bella ma purtroppo reale e'  la spiaggia Colombo (poco visitata dai turisti) come l'abbiamo vista noi,  PIENA di rifiuti, ci siamo recati agli uffici del parco ed abbiamo fatto un reclamo scritto con richiesta di ripulire tutta la zona e sensibilizzare di piu' gli argentini sul discorso ecologia che ad oggi sembrano esserlo ben poco
.Ed ora lasciamo la Patagonia, vamos mas a  norte.